••• Avvertenze •••

Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62: il curatore di questo weblog declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le eventuali notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, qualcuna persino da quelli Mediaset.
I testi vengono redatti da un soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta ha pensato di votare Rifondazione Comunista.
Il weblog in questione non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza dei suoi genitori e la disponibilità della sorella dello stesso a lasciare libero il computer.


Ogni riferimento a fatti, persone e cose reali è puramente intenzionale.
E sì, la mia vita fa abbastanza schifo, grazie per farmelo notare.

sabato 26 luglio 2008

Sapevo sarebbe finita così...

Non poteva andare diversamente, dopotutto l'ambiente che ci circonda ci influenza...

Prendemi, portatemi a casa dell'ormai ex-ballerina di Sidda, fatemi conoscere la sua simpatica mamma (che ha cucinato chili di cose buonissime - addio linea sigh!) e dopo una lauta cena (e il pensiero della bilancia il mattino dopo) passata disquisendo su donne confuse ed impaurite e francesi ricchi confusi a cavallo datemi in mano un portatile su cui ottimizzare (s)Vista mentre Sidda installa Ubuntu su un'altro portatile....e il risultato potrà essere solo uno: il giorno dopo, all'accensione del fidato Xp, la tentazione di zappare tutto per poter vedere l'airone arancio di Hardy Heron sarà moooolto forte.

Che ci volete fare, dopotutto uno smanettone come me non può non sentire il richiamo del controllo totale che Linux offre, della facilità di download di pacchetti aggiuntivi e del supporto di una vasta comunità on-line.
La tentazione di creare una partizione ext3 è forte, ma credo riuscirò a resistere fino al prossimo computer. Su questo sarebbe solo tempo sprecato.

Credo comunque che la comunità del pinguino riceverà presto una mia visita.

domenica 13 luglio 2008

Riflessioni e pensieri sparsi

1. È uscito l'aifon (iPhone) 3G: finalmente!! Adesso almeno si potrà navigare tranquillamente nei siti che si occupano di informatica senza dover sorbire ogni giorno almeno 2 news riguardanti il fantastico cellulare della casa di Cupertino. Sinceramente iniziava a stancare, così come stancano i soliti commenti a nuove schede video del tipo "Crysis girerà finalmente a 20fps a 1960x1280".

2. L'Italia è in crisi economica (come il resto d'Europa), ormai la benzina e il gasolio schizzano a 1.6€/litro, ma davanti ai negozi Tim e Vodafone c'è la fila per comprare l'aifon. Che tra l'altro per entrambi gli operatori costa - con la tariffa base! - 30€ al mese + 199€ per l'acquisto del telefono, ovvero 559€ solo il primo anno, per un cellulare che non manda gli MMS...

3. Il tempo fa schifo, e questo lo avrete visto anche voi, però bisogna dire che fa davvero schifo. Non so più se tenere il pigiama lungo o corto....

4. La Cosa, dopo aver preso possesso di qualunque superficie del bagno (non necessariamente libera e, soprattutto, non necessariamente orizzontale) ed essersi sentita felice per questa sua vittoria, ha dovuto fare marcia indietro. È stata costretta da una dura controffensiva verbale priva di qualsivoglia punto criticabile (tranne il tono con cui la stessa è stata tenuta, forse) a fare marcia indetro e riordinare. Spariti i poster, spariti i metri di corda (che cosa se ne faccia poi...), spariti gli elastici per capelli alla Che Guevara appartenuti a Bob Marley.
Per quanto mi riguarda, basta questo a rendere la giornata odierna un poco migliore.

5. Ieri sera sono andato a Madrano alla festa caraibica. Vacca ragazzi, mi sono pentito di non aver dietro la macchina fotografica...Grandiosa mangiata (tutto moooolto buono, e lo spero bene visti i 25€ a testa), penosa partecipazione forzata ad una Rueda e sudici pensieri sulle figlie della proprietaria.
Vi dico solo che la più vecchia, di circa 28 anni, ha una 4a piena (rifatta) che sfida impavida la gravità - e grazie al silicone ci riesce alla grande- ed era praticamente nuda. Fa la cubista dalle parti di Verona e si vede da come balla. Trovo lei quasi offensiva, ma la sorellina (e soprattutto l'amica della sorellina) - beh dico solo "yuhm", andate a vedere per credere.
Tanto per la cronaca, anche la mamma è rifatta: mi ha dato l'idea che come per i bimbi ebrei a 13 anni c'è il Bar mitzvà, per le ragazze di quella famiglia a 25 anni c'è il chirurgo estetico.

6. C++ è un linguaggio versatile ed interessante, ma con i puntatori non si capisce nulla...

7. Dovrei mungere più spesso il mio robot...cyber-folk!!

8. Voglio un computer nuovo anche a costo di sorbirmi Vista.

9. Grazie a YouTube ho imparato a rendere luminoso un pomodoro. Non so perchè funzioni, ma funziona.

10. Devo trovare una ballerina di salsa, non è possibile che chiami tutte quelle che potrebbero venire e mi diano buca. Che sia ora di cambiare deodorante?

domenica 6 luglio 2008

Ho sempre voluto fare il ballerino di danze standard

Nonostante il titolo lungo, ho sempre voluto fare il ballerino di danze standard, anche quando non sapevo neanche camminare.
E lo avete sempre voluto anche voi, solo che magari non lo sapete.
La verità è che tutti vorrebbero essere dei ballerini di danze standard, solo che o non lo sanno o non se ne rendono conto.

Il concetto può sembrare strano e di difficile comprensione, ma una volta chiarite un paio di cose, sono sicuro che per voi sarà tutto chiaro.

Tanto per cominciare bisogna chiedersi: "Cosa fa un ballerino di danze standard?". La risposta è, ovviamente, "Balla".
Il che già non è un brutto inizio, in quanto ballare è una bella cosa. E di solito ci si diverte mentre lo si fa.

La seconda domanda è "Cosa gli serve per ballare?". La risposta: "Un partner".
Voi direte "Sì ma la musica?!?". Aprite gli occhi, la musica non serve. È una condizione sufficiente ma non necessaria per ballare. Se qualcuno vi dice di essere un ballerino e di aver bisogno di una base musicale per ballare, allora non ha capito niente. La musica è nel cuore, è nei piedi, non deve necessariamente anche essere nell'aria.
Che comunque con la musica si balli meglio, credo sia un fatto assodato ed è una discussione che non ho intenzione di sviscerare in questo momento.
Tornando alla risposta, l'unica cosa veramente necessaria ad un ballerino di danze standard per ballare è un partner: tutto il resto (musica, location, scarpe adatte, vestiti etc etc) sono un "di più", rendono il ballo più divertente ed agevole e lo caricano di tutti quei significati trasversali e stereotipati che il nostro cervello processa quando si pensa al ballo.

Come vedete, il ballerino di danze standard fa due cose: balla e si diverte. Con un partner.
E questo è tutto quello che voglio, che voi volete. Vogliamo solo ballare e divertirci con un partner. Con una persona con la quale condividere momenti importanti della nostra vita ma anche momenti futili e di routine, una persona che ci segua nei nostri passi.
Qualcuno che occupi un posto importante nella nostra vita.

In questo momento sto ballando, ma sto ballando male e non mi sto divertendo, perchè mi manca un partner. Senza partner non si balla.

I know I've been a fool since you've been gone
I'd better give it up and carry on
'Cause living in a dream of you and me
is that the way my life should be?
I don't want to cry a tear for you
So forgive me if I do
Auguri a tutti i ballerini felici di avere un partner.
Per tutti gli altri: tenete duro...

lunedì 23 giugno 2008

Dai sfogo alla tua intolleranza!!

Sei una di quelle persone stufe di tutta questa gente che crede in Dei oscuri e sconosciuti ai più? Oppure sei proprio uno di quelli che credono in divinità non consone?

Comunque sia, questo gioco è quello che fa per te!! Prendi tutta la tua rabbia e sfogala sui cani infedeli, lascia libero sfogo alla tua intolleranza religiosa!!

domenica 8 giugno 2008

Voltando pagina

Ecco una citazione ad hoc per chiudere definitivamente il capitolo R. e guardare al futuro, o almeno non guardare al passato....

Gli uomini vorrebbero essere sempre
il primo amore di una donna.
Questa è la loro sciocca vanità.
Le donne hanno un istinto più sottile per le cose:
a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo.

venerdì 30 maggio 2008

Stupidità è...

...pensare a lei due mesi e mezzo dopo che ti ha lasciato.

venerdì 23 maggio 2008

Quello che manca è tutto il resto.

Da una puntata di Dr. House...

Paziente: "Ho una sola cosa, proprio come lei."

Dr. House: "Davvero? Mi conosce meglio di quanto io conosca lei."

Paziente: "La vedo zoppicare, le vedo l'anulare senza anello...e quella sua natura ossessiva perla chiaro...non si rischia la galera e la professione per salvare uno che non vuole essere salvato, se non si è spinti da una cosa...quella cosa. La ragione per cui la gente normale ha figli, famiglia, hobby e così via, è perchè non conosce quella cosa speciale che dà una sferzata al tuo cuore. Per me è la musica, per lei è questo. La cosa che tartassa la tua mente, che ti lascia fuori dal cerchio dei normali...sì, noi siamo grandi, siamo i migliori...quello che ci manca è tutto il resto: una donna che ci aspetti davanti ai fornelli con un drink e un bacio - quello noi non lo avremo mai."

Dr. House: "Perciò Dio ha creato il microonde."

Paziente: "Sì. Ma quando è finita...è finita."

Dr. House: "Già."

giovedì 22 maggio 2008

...and nothing else matters.

Come quando si toglie una colonna portante ad un palazzo, questi cade, così io - senza più l'appiglio sicuro della mia boa - affondo.
Prova ne è la mia vita, che vorticosamente girando mi trascina verso l'abisso.
Anche se sono passati più di due mesi.

lunedì 28 aprile 2008

Tristezza

Serata di perfetta noia dopo pomeriggio di stancante nullafacenza ("studio" di fisica a parte), mi caccio al pc e apro messenger.
La mia Sere preferita ha aggiornato il blog su msn, decido di dargli una occhiata.

Se sia stato un errore o no, non lo so e non lo voglio sapere.
So solo che a vedere l'album delle foto della Croazia (link qui) mi è venuto un groppo al cuore.
Queste poche foto rappresentano l'80% di ciò che ho sempre voluto e mai avuto. Andare in vacanza con gli amici, passare dei bei momenti insieme senza tante preoccupazioni, ma soprattutto sapere che puoi contare su qualcuno, che qualcuno sabato sera ti chiamerà e inviterà da qualche parte.
Sapere che per qualcuno conti davvero, che ha voglia di passare tempo con te.

Vorrei uscire, conoscere gente nuova...invece pare che i miei compagni siano destinati ad essere hard disk e carburatori. Che se da un punto di vista sono sicuro non tirino pacco, dall'altro devo dire che non sono molto di compagnia.
Bisogna cambiare, ma se nessuno mi invita, non ci posso fare niente.

Per inciso, vedere il faccino della Sere contenta mi fa sempre fare un tonfo al cuore, e in questo periodo è anche peggio. E ammetto di essere stupito dai quasi addominali di Epiboli.

Se potete, venite a salvarmi...perchè da solo non ne esco.

domenica 27 aprile 2008

Nient'altro che noi

L'uomo, si sa, è un animale sociale (quando non ammazza i suoi simili) ed è anche abitudinario. Questo significa che se fa una cosa in un modo, continuerà a farla in quel modo a meno che non avvenga qualcosa che cambi la sua vita e le sue abitudini.
Il motivo, il bisogno che può spingere qualcuno a cambiare può essere dei più disparati, può essere futile, può essere importante, può essere stupido, può essere palese oppure neppure la persona che cambia può sapere perchè lo fa.
Fattostà che nonostante tutti tendano ad essere delle pietre immobili, la verità è che siamo delle pietre in continuo cambiamento: ognuno di noi è un fiume, sempre così uguale a sè stesso ma ogni momento così diverso da ciò che era il momento prima.

Molto spesso cambiamo senza rendercene conto, per necessità, con naturalezza. A volte dopo essere cambiati ci guardiamo allo specchio e ci rendiamo conto di non riconoscere la persona che stiamo guardando...che a volte ci piace, a volte no.
Altre volte sappiamo di cambiare, lo avvertiamo, lo sentiamo.

Come conciliare la nostra abitudinarietà con questi continui cambiamenti? Come essere sempre sè stessi pur cambiando ogni momento?
La risposta è più facile di quanto si creda: bisogna trovare quello che in un film definiscono "un testimone della nostra vita". Una persona che ci ami e che sia amata da noi, che sia al nostro fianco e che ci accompagni durante la nostra vita. Qualcuno che oltre a cambiare con noi, ci cambi a sua volta.
Mi piace pensare a questa persona come una boa ferma in mezzo al fiume dei nostri cambiamenti: una boa asseconda il fiume e cambia con lui, ma nei momenti di piena si oppone alla forza dell'acqua, resiste, rimane immobile finchè tutto non torna come prima. Apparentemente, perchè in realtà tutto è così diverso anche se così uguale.
Tra fiume e boa si crea una simbiosi, un'intesa non scritta e silenziosa che non ostacola il libero fluire del fiume nè l'immobile adattarsi della boa a fiume.

Chi legge questo blog, sa che sono un fiume abbastanza veloce e vorticoso, che cambia spesso.
Chi legge questo blog, sa che a lungo non ho avuto una boa ancorata tra le mie acque.
Chi legge questo blog, sa che avevo trovato la mia boa.
Chi legge questo blog, sa che l'àncora di questa boa ha ceduto, non per troppa impetuosità del fiume, ma per cedevolezza strutturale dell'àncora stessa.

Come dire, non è colpa del fiume, era la boa ad essere progettata male.
Così perfetta, a suo agio nelle mie acque, ma al tempo stesso così fragile, scomoda nella sua immobilità.

Che cosa resta ad ognuno di noi?
Io torno ad essere un fiume vorticoso che scorre, cosa che sinceramente mi ha stancato.
Lei scivola a valle, senza più catena che la leghi al mio fondale, e diventa fiume a sua volta.
Con me, condivide qualche metro di argine, niente più.
Nella vita tutti abbiamo bisogno di una boa, io in questo momento ne ho particolarmente bisogno, ma non posso ancorarne un'altra perchè sul mio fondale rimangono pezzi di àncora e catena della boa precedente.
Come dire che la cura alla malattia è impedita dai sintomi della malattia stessa.

Fiumi e boe hanno un grosso vantaggio: non hanno sentimenti, non hanno ragione. Il fiume scorre, la boa galleggia e tutto finisce lì.
Se la boa si sgancia, non cambia nulla. Nè per il fiume, nè per la boa.

Nella vita, ogni cosa è tutt'altro che facile: non è facile essere boa, non è facile essere fiume.
Non è facile essere fiume senza boa, nè boa senza fiume; dopotutto boe e fiumi sono destinati ad essere insieme.
Soprattutto, è difficile trovare la giusta boa per il nostro fiume.
Ancora più difficile è ripulire il fondale dai rottami della vecchia boa.

L'unica cosa che contava per me eravamo noi,
nient'altro che noi.