...il mio mondo è finito.
mercoledì 29 ottobre 2008
sabato 25 ottobre 2008
Ottobre tempo di vendemmia
E siamo arrivati ad ottobre, tempo di bestemmia vendemmia direbbe mio nonno, tempo di fare due conti con sè stessi dico io.
La vista attraverso la finestra del giardino tinto di toni gialli e arancioni del vicino (che ha tagliato 3 alberi negli ultimi 2 finesettimana...ma perchè?!?) e Ligabue saturano l'atmosfera di una blanda malinconia che impone alla mano di portare il mouse sul bottone "Nuovo post" per incominciare a riempire l'iperspazio internettiano di struggente disagio esistenziale {non prima di aver gettato un occhio con lascivo interesse alla figlia del vicino di cui sopra, che esce in canottiera per scegliere la prossima povera pianta che subirà il distacco prematuro e violento da Madre Terra -almeno penso, visto che il padre [ma è davvero il padre? Come può uno spietato sega-alberi con cappello da pescatore calato in testa e faccia burbera aver donato metà del proprio corredo genetico ad una creatura a prima vista cosìgnocca carina? (E no, la mamma non c'entra...l'unica differenza tra lei ed il marito (?) è che lui taglia gli alberi, lei no)]} dovuto anche a due esami tra 4 giorni.
#Sì, le parentesi che vedete sopra sono un'abitudine se non oramai una deformazione professionale.#
L'università va come sempre (maluccio), se non altro ho scoperto che mi piace meccanica dei fluidi (il che, vorrei farlo notare, non è una condizione sufficiente perchè io capisca meccanica dei fluidi)...non ho tempo per studiare e quando ne ho, sono troppo stanco per farlo.
A ballo sono migliorato molto ma tra un mese e mezzo dovrei ballare sul palco del Sociale, e il pensiero per quanto bello non è rincuorante.
La moto ha problemi con l'iniezione elettronica, sono ingrassato 1 chilo e ascolto sempre le stesse canzoni. Sì insomma, nienbe di che lamentarmi.
Ovviamente le donne non fanno parte di questo mio universo triste e incasinato (forse per loro fortuna).
Beh ero partito con l'intento di fare un bel post ma pare che la coerenza incominci già a mancare...così come gli alberi del vicino (che sta finendo l'opera distruttiva di domenica scorsa grazie all'aiuto di una motosega, distaccando i rami dal tronco della sua ultima vittima).
Mi permetto di specificare che di donne, qui, non ne passano. L'ultima che lo ha fatto è ripartita prima dell'estate e non se ne è più andata via...
...sale versato sulla ferita di un moribondo.
Molti amici li ho persi di vista, non si fanno più sentire. Non li sento più. Ognuno ha i cazzi suoi da fare e chi non ne ha si fa quelli degli altri.
Perso in questa finzione di vita universitaria nonostante dorma ancora nella stanza che mi ha visto giocare per ore con il Lego, non ho tempo per dedicarmi ai rapporti sociali.
Una lezione in università, un caffè al bar con qualcuno che non vedevo da molto, poi di corsa in palestra a ballare o a tentare di insegnare del judo decente a ragazzi troppo immaturi (loro malgrado) per poter capire il profondo significato della frase "Piega di più le gambe e non tenere il culo indietro"...e prima che possa sedermi per la cena la luna è già alta sopra le case, tanto alta quanto il mio spirito è in basso, sfibrato, sfinito, sciancato e zoppo.
Il colore rosso rubino del rampicante di fronte alla finestra mi ricorda brutale e impersonale, senza tatto alcuno, che l'estate è passata.
Un'altra estate piena di buoni propositi, di progetti, di idee.
L'ennesima estate sprecata.
Il freddo quasi metallico del cielo autunnale azzurro chiaro mi suggerisce la soluzione, sempre la stessa: "galleggia, lasciandoti trasportare inerte dalla corrente fino oltre Capodanno...verranno tempi migliori".
Speriamo solo la corrente porti un tronco a cui aggrapparmi.
La vista attraverso la finestra del giardino tinto di toni gialli e arancioni del vicino (che ha tagliato 3 alberi negli ultimi 2 finesettimana...ma perchè?!?) e Ligabue saturano l'atmosfera di una blanda malinconia che impone alla mano di portare il mouse sul bottone "Nuovo post" per incominciare a riempire l'iperspazio internettiano di struggente disagio esistenziale {non prima di aver gettato un occhio con lascivo interesse alla figlia del vicino di cui sopra, che esce in canottiera per scegliere la prossima povera pianta che subirà il distacco prematuro e violento da Madre Terra -almeno penso, visto che il padre [ma è davvero il padre? Come può uno spietato sega-alberi con cappello da pescatore calato in testa e faccia burbera aver donato metà del proprio corredo genetico ad una creatura a prima vista così
#Sì, le parentesi che vedete sopra sono un'abitudine se non oramai una deformazione professionale.#
L'università va come sempre (maluccio), se non altro ho scoperto che mi piace meccanica dei fluidi (il che, vorrei farlo notare, non è una condizione sufficiente perchè io capisca meccanica dei fluidi)...non ho tempo per studiare e quando ne ho, sono troppo stanco per farlo.
A ballo sono migliorato molto ma tra un mese e mezzo dovrei ballare sul palco del Sociale, e il pensiero per quanto bello non è rincuorante.
La moto ha problemi con l'iniezione elettronica, sono ingrassato 1 chilo e ascolto sempre le stesse canzoni. Sì insomma, nienbe di che lamentarmi.
Ovviamente le donne non fanno parte di questo mio universo triste e incasinato (forse per loro fortuna).
Beh ero partito con l'intento di fare un bel post ma pare che la coerenza incominci già a mancare...così come gli alberi del vicino (che sta finendo l'opera distruttiva di domenica scorsa grazie all'aiuto di una motosega, distaccando i rami dal tronco della sua ultima vittima).
A parte che gli anni passano
per non ripassare più,
e il cielo promette di tutto
ma resta nascosto li dietro il suo blu,
e anche le donne passano,
qualcuna anche per di qua,
qualcuna ci ha messo un minuto,
qualcuna è partita ma non se ne va...
Mi permetto di specificare che di donne, qui, non ne passano. L'ultima che lo ha fatto è ripartita prima dell'estate e non se ne è più andata via...
Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così
...sale versato sulla ferita di un moribondo.
Molti amici li ho persi di vista, non si fanno più sentire. Non li sento più. Ognuno ha i cazzi suoi da fare e chi non ne ha si fa quelli degli altri.
Perso in questa finzione di vita universitaria nonostante dorma ancora nella stanza che mi ha visto giocare per ore con il Lego, non ho tempo per dedicarmi ai rapporti sociali.
Una lezione in università, un caffè al bar con qualcuno che non vedevo da molto, poi di corsa in palestra a ballare o a tentare di insegnare del judo decente a ragazzi troppo immaturi (loro malgrado) per poter capire il profondo significato della frase "Piega di più le gambe e non tenere il culo indietro"...e prima che possa sedermi per la cena la luna è già alta sopra le case, tanto alta quanto il mio spirito è in basso, sfibrato, sfinito, sciancato e zoppo.
Il colore rosso rubino del rampicante di fronte alla finestra mi ricorda brutale e impersonale, senza tatto alcuno, che l'estate è passata.
Un'altra estate piena di buoni propositi, di progetti, di idee.
L'ennesima estate sprecata.
Il freddo quasi metallico del cielo autunnale azzurro chiaro mi suggerisce la soluzione, sempre la stessa: "galleggia, lasciandoti trasportare inerte dalla corrente fino oltre Capodanno...verranno tempi migliori".
Speriamo solo la corrente porti un tronco a cui aggrapparmi.
Iscriviti a:
Post (Atom)