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Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62: il curatore di questo weblog declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le eventuali notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, qualcuna persino da quelli Mediaset.
I testi vengono redatti da un soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta ha pensato di votare Rifondazione Comunista.
Il weblog in questione non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza dei suoi genitori e la disponibilità della sorella dello stesso a lasciare libero il computer.


Ogni riferimento a fatti, persone e cose reali è puramente intenzionale.
E sì, la mia vita fa abbastanza schifo, grazie per farmelo notare.

sabato 18 marzo 2017

Pensieri sparsi

Ho bisogno di aiuto, ma io non mi faccio aiutare, mai.
O almeno non nel modo in cui mi servirebbe aiuto oggi.
Mi rendo conto che mi è più facile prendermi cura degli altri, anche quando io stesso sono a terra, per il semplice motivo che non sono abituato a farmi aiutare. Non mi fido di nessuno, a volte neanche di me stesso: se non ti fidi è difficile lasciarsi aiutare.
Non mi fido così tanto che mi fa strano perfino essere portato in macchina come passeggero, figuriamoci se sono disposto a lasciar cadere la mia armatura ed affidarmi a qualcuno.
Sono un maniaco del controllo, della pianificazione.
Aborro la spontaneità.
Tutto questo si traduce in una esistenza abbastanza ripetitiva, metodica, che per quanto spoglia di ogni tipo di vitalità o sentimento, mi consente di sentirmi almeno parzialmente in pace con me stesso.
Non provo sentimenti, o forse ho paura di guardarmi dentro, di quello che potrei trovare.

Allora adesso prenderò tutto questo controllo, questa precisione, e li userò per cambiare.

venerdì 30 settembre 2016

Ti penserò sempre

Ti penserò sempre, ogni volta che passerò l'aspirapolvere.
Ogni volta che toglierò la polvere dalla testata del letto.
Quando userò la candeggina per pulire la teiera,
quando dopo aver lavato i piatti
asciugherò il lavandino per non far rimanere le macchie delle gocce d'acqua.
Se porterò fuori la spazzatura.
Mentre pulirò le tapparelle.
Quando la mattina darò aria alla camera da letto,
il pomeriggio mentre cambierò le lenzuola.

Non sono dei gran momenti, lo so.

Ma ti penserò anche quando troverò per caso una canzone particolare
e ti manderò un WhatsApp, con il link YouTube:
"Senti qua, è perfetta per una coreo. Bacio"
Quando vedrò qualche pazzo con una macchina troppo piccola
spingere un incapace con la macchina troppo grande.
Quando al supermercato farò 15€ di spesa
e durerà una settimana.
Quando mangerò i cereali a colazione.
Quando dovrò tagliarmi i capelli.
Quando guarderò Bones da solo.
Quando vedrò passare una Clio.
Quando incontrerò per strada la solita oca insulsa con improbabili abbinamenti d'abito.
Quando una donna mi dirà "5 minuti e sono pronta",
e io toglierò la giacca e le scarpe per stare comodo per i successivi 45.
Quando mi abbracceranno,
ma senza farmi scrocchiare la schiena.
Quando mi verrà in mente dal nulla una coreografia,
e ti scriverò...per poi venire a vederla realizzata pochi mesi dopo.

Forse anche questi non sono dei gran momenti,
ma sono veri, sinceri,puri.
Se ti dirò che ti ho pensata in uno di questi momenti,
tu saprai che è davvero così.

Quello che non saprai è che in quel momento
stavo sorridendo.
E forse avevo gli occhi un po' lucidi, come adesso,
ma non lo posso dire perchè i veri uomini sono dei duri,  vero?
Forse però i veri uomini sono così duri
perchè non asciugano il lavandino
perchè non guardano Bones
perchè non inventano coreografie.

Grazie a te sono un uomo migliore.
Per questo ti penserò sempre.

mercoledì 18 aprile 2012

Con le mani dico quello che non so

Si sta avvicinando il tuo compleanno, e come ogni anno mi faccio trovare impreparato.
Come ogni anno, mi odio.
Ma non miglioro.
Come ogni anno, purtroppo.

Stavolta però qualcosa è diverso.
Sento un peso ed una leggerezza insieme, come l'aria umida che preannuncia la pioggia: splendido presagio di terribili tempeste.

Mi fermo e penso. A te. A me. A noi.
A tutta la vergogna che mi provochi.
A tutta la gioia che mi dai.
Alla tua capacità di sopportazione.
Alla mia immaturità.

Sei iniziata come un passatempo, e lo sei ancora. A tempo indeterminato, però.
Ogni attimo ci sei, magari nascosta, magari in silenzio, magari in un angolo della mia contorta, strana mente.
A volte mi sorridi, a volte mi guardi strano.
Ma ci sei. E mi accompagni, momento dopo momento.

Ci sei tu e c'è la mia vergogna.
Il mio rimorso di essere quello che sono, di trattarti come faccio.
Sto provando a migliorare - sono un pessimo studente.

Sei iniziata quasi per gioco, un gioco che mi ha preso, bruciato, rimescolato dentro e fuori. Un gioco che mi ha creato dipendenza.
Un gioco che avrei dovuto iniziare prima, e con maggior impegno.

Non sono qui per dire che recupererò il tempo perso.
Non sono qui per dire che mi impegnerò.

Sono qui per dire che nonostante tutto quello che la vita ci ha lanciato addosso e ci ha tolto, noi abbiamo resistito.
Nonostante gli alti ed i bassi (ma ne abbiamo mai avuti?),
nonostante la mia crescente vergogna per come questa storia è iniziata,
nonostante le mie preoccupazioni, che spazzi via semplicemente con una carezza.

Sono qui per dire che questo è quello che conta.

Abbiamo resistito, e resistiamo, non come uno scoglio contro le onde, ma piuttosto come un ruscello, che si piega, si avvolge su sè stesso più e più volte, a volte limpido a volte torbido, ogni attimo così diverso dall'attimo prima, eppure sempre così fedele a sè stesso, alla sua immagine e forma.
Come il ruscello siamo cambiati,
cresciuti,
abbiamo riso,
abbiamo scherzato,
siamo stati in cento posti diversi
e poi siamo tornati al solito divano.

Cento sentimenti che sono uno,
cento gesti diversi - lo stesso significato.

Così diversamente simili
attimo dopo attimo
carezza dopo carezza.

E le mie paure annichiliscono.

mercoledì 18 maggio 2011

Ecco, ti ho aggiunta...

...me lo ha chiesto tu.
Non cogliendo il sottile significato della tua persistente, lampante assenza, mi hai chiesto di aggiungerti.

Ed io l'ho fatto.
In circa 30 secondi, con leggerezza, senza pensare.

Soffermandomi poi sul gesto e sui suoi secondi significati.
Rendendomi conto che così ho/hai annullato la sottile differenza tra mesi di condivisione affettiva e microattimi di condivisione informatica.
Trasformando un complicato rapporto, una sintonia elegìaca costruita su fiducia, affetto e sincerità, in pochi piccoli, freddi pixel bianchi su uno sfondo di altrettanti piccoli, freddi pixel neri.


Per poi rendermi conto che "ammè, nonmenefregauncazzo".

Non saranno dei pixel a cambiare le cose.
Non sarà la leggerezza con cui li ho spediti nel cyber-spazio.
Non sarà nemmeno il significato che avevano quando non c'erano, nè quello che hanno assunto dopo la loro comparsa.


Altre cose potrebbero far cambiare i valori in gioco....

La leggerezza con cui ti tratto a volte.
I momenti affettivi monidirezionali che viviamo.
La mia insofferenza.
Il mio ciclico non ricordarmi al 10 del mese che ogni tanto bisogna rendere grazie, e non intendo dire a Dio.
Il mio espandermi completamente oltre ogni confine del bon ton e dell'eduzacione in tua presenza, esagerando cose già esagerate, ripetendo cose già ripetute.
I miei continui impegni.
La mia barba non fatta.

Tutte cose che per fortuna non toccheranno mai lo schermo di un computer, rimanendo segregate in un mondo reale, palpabile, fatto di gesti e parole lenti e pensati. Quasi pesanti.
Fatto di vita pulsante e non rilucente.
Di musica e di colori.
Emozioni.

Un mondo dove non ci sono significati reconditi nelle cose, oppure ce ne sono così tanti che è difficile coglierne anche solo un paio.

Adesso sei diventata parte del cyber-spazio. Ti ho dedicato pochi inutili pixel. L'ho fatto perchè me lo hai chiesto tu.
Perchè se fino ad oggi non lo avevo fatto, forse un motivo c'è.
E non è la mancanza di tempo....

giovedì 24 febbraio 2011

No grazie, ho smesso.

Stesso vestito, stessa cravatta. Perfino le scarpe sono le stesse.
La laurea però è di una persona diversa dall'ultima.

La domanda invece rimane sempre uguale, come la risposta:
"Anche tu fai ingegneria?" "No grazie, ho smesso".

Mi guardano strano - non capiscono.
Più spiego, meno comprendono.
Più tento di chiarire, più si confondono.

E io mi chiedo: mi sono forse perso?
Sono rimasto solo indietro? Oppure ho proprio sbagliato strada?

Poi mi rispondo: no, ho solo preso un'altra strada...
...piena di buche, curve e a volte sterrata, ma l'ho presa con cognizione di causa.
Con decisione.
Con fierezza.

E la percorrerò fino in fondo.

Non importa se arriverò in ritardo.
Non importa se non arriverò affatto.
È una strada che mi piace, è una strada che mi si addice.

Quel che conta è il viaggio e le persone che ci accompagnano nel tragitto,
non la meta.

domenica 29 novembre 2009

Vorrei sapere perchè dicevi cose che non pensavi

Sono 7 mesi (sette!!!) e 3 giorni che non scrivo niente in questo (inutile) blog. In realtà in questo lasso di tempo sono cambiate molte, molte cose.
Ma non quelle che volevo cambiassero.

Ad ogni modo, scrivo in risposta ad una cara amica, che in un italiano giovanile, con i suoi errori ed un filo logico tutto proprio, scrive su FB:

ti accorgi solo dopo quanto le persone tengono a te..ed ora ho capito che ce ne una che diceva di tenere a me ma nn è vero..e io da stupida a farmi imbambolare! Vorrei almeno sapere perchè dicevi cose che nn pensavi!


Ha recentemente litigato con il fidanzato, sembra si molleranno. In realtà non lo sanno nemmeno loro.

Ma non è per questo che scrivo. Scrivo per rispondere alla sua domanda. Il vero post inizia poche righe più in basso....




Lui, quelle cose che ti diceva, le pensava, all'inizio...poi è stato preso dall'inerzia del rapporto e non si è accorto di non pensarle più.
Era convinto di pensarle ma non lo faceva veramente.

La rabbia che rimane dentro e che scarichiamo sull'altra persona, è in realtà la frustazione, la delusione di non aver capito subito che non pensavamo ciò che dicevamo, è il nostro disappunto verso noi stessi per non esserci accorti prima che ciò che dicevamo era una menzogna, un prodotto della nostra fantasia, il risultato della routine quotidiana che con i suoi freddi tentacoli entra nel nostro cuore e piano piano lo fa appassire, ottenebra la nostra mente fino a farci mentire a noi stessi, inconsapevoli di farlo.
Ci aggrappiamo ad un'idea della nostra vita giorno dopo giorno e ad un tratto ci accorgiamo che la prospettiva dalla quale valutavamo il tutto era falsa, distorta ed errata, e per di più da noi stessi.

Perchè alla fine, la vita è un'unico, grande trip mentale.

sabato 25 aprile 2009

Close your eyes, clear your heart...

...my sign is vital, my hands are cold.

È tardi,sono stanco, gli occhi si fanno pesanti ed i muscoli pulsano, comunicandomi che hanno ancora solo l'energia per trasportare questo inutile corpo verso un giaciglio.
La musica che sto ascoltando ed i pensieri che autonomamente si formano e sformano nella mia mente non aiutano.
Ma farò uno sforzo.

Con Chiara è tutto finito (ma è poi mai iniziato?), e anche se mi dispiace, non ci sto male.
Anzi da certi punti di vista è meglio così, dopotutto "meglio soli che male accompagnati".
Il problema è che a 21 anni ogni tanto si preferisce essere in pessima compagnia piuttosto che soli - anche perchè solo non lo sono mai, ho sempre le mie varie mene mentali ad accompagnarmi nella lunga e faticosa strada dell'autodistruzione psicologica. Sono un caso patologico, un magnete umano per la sfiga, almeno in campo amoroso.

E mi tornano alla mente idee che fino ad oggi avevo accantonato, respinto, ripudiato, ma che non riesco a cancellare. Sono sempre lì, nell'ombra, che strisciano e aspettano il momento giusto. Sono letali cecchini mentali, one shot one kill.

Tutto nasce dalla considerazione semplice, linda e cristallina, che non sono adeguato a questa società, questo stile di vita, questo modo di fare. Da buon ingegnerando (perchè ingegnere, ancora, non lo sono - sigh) mi rendo conto che cambiare il mondo non è una soluzione praticabile.
Ovviamente l'alternativa è cambiare me stesso.

Tralasciando tutti gli strascichi morali/emotivi che questo può comportare, il problema è fondamentalmente uno: se lasciassi uscire Mr. Hyde allo scoperto, poi riuscirei a tornare indietro? A differenza del personaggio di R. L. Stevenson, io so cosa mi aspetta dopo la trasformazione.

E questo lo rende tanto temuto quanto bramato, cercato, desiderato.

Diventare un bastardo menefreghista senzacuore che divide le ragazze in "figa" e "non figa", fare lo stronzo come fanno tutti, commentare a raffica su Netlog foto di 15enni mezze nude sperando che una di loro (ancora più affamata di c@##o di quanto il sottoscritto non lo sia del corrispondente femminile) risponda?
È questa la risposta, la soluzione? Da diamante nascosto sottoterra in uno spesso strato di carbone a goccia in una pozzanghera? Non è quello che voglio, ma quanto sono disposto a perdere per guadagnare (tra l'altro senza la certezza che questo avverrà) quello che davvero voglio?

Al momento l'unico compromesso accettabile è giocare su più fronti. Forse a volte disperdere le forze è la soluzione giusta, concentrarsi troppo su un singolo obbiettivo è troppo rischioso.

2-0 per la sfiga, palla al centro. Vediamo di segnare, maledizione....

...let me know, is your heart still beating?

{ Without words }

lunedì 13 aprile 2009

Arriva il caldo

Volevo fare un lungo post, una profonda esposizione della mia attuale situazione fisico-psicologica...avevo anche raccolto un paio di ottimi spunti negli ultimi giorni.
Ma mi sono reso conto che è molto più indicativo, semplice e conciso se condenso tutto quello che provo in questo momento in una frase:

Non ho intenzione di passare un'altra estate da solo.


Ecco fatto. Solo una frase, ma vi assicuro che a saperla leggere dice moltissimo, quasi quanto un libro. Uno lungo, non uno di quelli con le figure....

venerdì 10 aprile 2009

Bah...

Ma chi lo legge più questo blog? Ma a chi interessa ancora qualcosa?
Io sono entrato solo per dire che con Chiara ci siamo presi una "pausa"...so benissimo come andrà a finire, la speranza è l'ultima a morire, ma conoscendo la mia proverbiale fortuna e la mia vita passata, questo è un film già visto, solo con attori e sceneggiatura leggermente diversi.

Ma alla fine la storia è sempre la stessa. Credo non ci sentiremo più.
Interessante notare come anche sommando la durata delle mie ultime due relazioni, il risultato sia nettamente inferiore alla durata del periodo di singolismo che le ha intervallate.

Ma chi me lo fa fare? Sbattermi di quà e di là, fare, pensare, brigare...ragazze carine un avviso per voi: se passate di qua e vi va di darmela, bene. Se no state al largo e non fatemi neanche perdere tempo, che ne ho pieni i coglioni di ragazzine ventenni incapaci di gestire la loro vita amorosa presente a causa di una mal gestita (per non dire "non gestita") vita amorosa passata.

E poi che ci volete fare, sono sfigato dentro....e fuori.