...me lo ha chiesto tu.
Non cogliendo il sottile significato della tua persistente, lampante assenza, mi hai chiesto di aggiungerti.
Ed io l'ho fatto.
In circa 30 secondi, con leggerezza, senza pensare.
Soffermandomi poi sul gesto e sui suoi secondi significati.
Rendendomi conto che così ho/hai annullato la sottile differenza tra mesi di condivisione affettiva e microattimi di condivisione informatica.
Trasformando un complicato rapporto, una sintonia elegìaca costruita su fiducia, affetto e sincerità, in pochi piccoli, freddi pixel bianchi su uno sfondo di altrettanti piccoli, freddi pixel neri.
Per poi rendermi conto che "ammè, nonmenefregauncazzo".
Non saranno dei pixel a cambiare le cose.
Non sarà la leggerezza con cui li ho spediti nel cyber-spazio.
Non sarà nemmeno il significato che avevano quando non c'erano, nè quello che hanno assunto dopo la loro comparsa.
Altre cose potrebbero far cambiare i valori in gioco....
La leggerezza con cui ti tratto a volte.
I momenti affettivi monidirezionali che viviamo.
La mia insofferenza.
Il mio ciclico non ricordarmi al 10 del mese che ogni tanto bisogna rendere grazie, e non intendo dire a Dio.
Il mio espandermi completamente oltre ogni confine del bon ton e dell'eduzacione in tua presenza, esagerando cose già esagerate, ripetendo cose già ripetute.
I miei continui impegni.
La mia barba non fatta.
Tutte cose che per fortuna non toccheranno mai lo schermo di un computer, rimanendo segregate in un mondo reale, palpabile, fatto di gesti e parole lenti e pensati. Quasi pesanti.
Fatto di vita pulsante e non rilucente.
Di musica e di colori.
Emozioni.
Un mondo dove non ci sono significati reconditi nelle cose, oppure ce ne sono così tanti che è difficile coglierne anche solo un paio.
Adesso sei diventata parte del cyber-spazio. Ti ho dedicato pochi inutili pixel. L'ho fatto perchè me lo hai chiesto tu.
Perchè se fino ad oggi non lo avevo fatto, forse un motivo c'è.
E non è la mancanza di tempo....
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