••• Avvertenze •••

Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62: il curatore di questo weblog declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le eventuali notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete e dai normali organi d'informazione, qualcuna persino da quelli Mediaset.
I testi vengono redatti da un soggetto evidentemente incapace di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta ha pensato di votare Rifondazione Comunista.
Il weblog in questione non ha periodicità regolare ed è aggiornato secondo gli umori del webmaster, la pazienza dei suoi genitori e la disponibilità della sorella dello stesso a lasciare libero il computer.


Ogni riferimento a fatti, persone e cose reali è puramente intenzionale.
E sì, la mia vita fa abbastanza schifo, grazie per farmelo notare.

mercoledì 18 maggio 2011

Ecco, ti ho aggiunta...

...me lo ha chiesto tu.
Non cogliendo il sottile significato della tua persistente, lampante assenza, mi hai chiesto di aggiungerti.

Ed io l'ho fatto.
In circa 30 secondi, con leggerezza, senza pensare.

Soffermandomi poi sul gesto e sui suoi secondi significati.
Rendendomi conto che così ho/hai annullato la sottile differenza tra mesi di condivisione affettiva e microattimi di condivisione informatica.
Trasformando un complicato rapporto, una sintonia elegìaca costruita su fiducia, affetto e sincerità, in pochi piccoli, freddi pixel bianchi su uno sfondo di altrettanti piccoli, freddi pixel neri.


Per poi rendermi conto che "ammè, nonmenefregauncazzo".

Non saranno dei pixel a cambiare le cose.
Non sarà la leggerezza con cui li ho spediti nel cyber-spazio.
Non sarà nemmeno il significato che avevano quando non c'erano, nè quello che hanno assunto dopo la loro comparsa.


Altre cose potrebbero far cambiare i valori in gioco....

La leggerezza con cui ti tratto a volte.
I momenti affettivi monidirezionali che viviamo.
La mia insofferenza.
Il mio ciclico non ricordarmi al 10 del mese che ogni tanto bisogna rendere grazie, e non intendo dire a Dio.
Il mio espandermi completamente oltre ogni confine del bon ton e dell'eduzacione in tua presenza, esagerando cose già esagerate, ripetendo cose già ripetute.
I miei continui impegni.
La mia barba non fatta.

Tutte cose che per fortuna non toccheranno mai lo schermo di un computer, rimanendo segregate in un mondo reale, palpabile, fatto di gesti e parole lenti e pensati. Quasi pesanti.
Fatto di vita pulsante e non rilucente.
Di musica e di colori.
Emozioni.

Un mondo dove non ci sono significati reconditi nelle cose, oppure ce ne sono così tanti che è difficile coglierne anche solo un paio.

Adesso sei diventata parte del cyber-spazio. Ti ho dedicato pochi inutili pixel. L'ho fatto perchè me lo hai chiesto tu.
Perchè se fino ad oggi non lo avevo fatto, forse un motivo c'è.
E non è la mancanza di tempo....

giovedì 24 febbraio 2011

No grazie, ho smesso.

Stesso vestito, stessa cravatta. Perfino le scarpe sono le stesse.
La laurea però è di una persona diversa dall'ultima.

La domanda invece rimane sempre uguale, come la risposta:
"Anche tu fai ingegneria?" "No grazie, ho smesso".

Mi guardano strano - non capiscono.
Più spiego, meno comprendono.
Più tento di chiarire, più si confondono.

E io mi chiedo: mi sono forse perso?
Sono rimasto solo indietro? Oppure ho proprio sbagliato strada?

Poi mi rispondo: no, ho solo preso un'altra strada...
...piena di buche, curve e a volte sterrata, ma l'ho presa con cognizione di causa.
Con decisione.
Con fierezza.

E la percorrerò fino in fondo.

Non importa se arriverò in ritardo.
Non importa se non arriverò affatto.
È una strada che mi piace, è una strada che mi si addice.

Quel che conta è il viaggio e le persone che ci accompagnano nel tragitto,
non la meta.

domenica 29 novembre 2009

Vorrei sapere perchè dicevi cose che non pensavi

Sono 7 mesi (sette!!!) e 3 giorni che non scrivo niente in questo (inutile) blog. In realtà in questo lasso di tempo sono cambiate molte, molte cose.
Ma non quelle che volevo cambiassero.

Ad ogni modo, scrivo in risposta ad una cara amica, che in un italiano giovanile, con i suoi errori ed un filo logico tutto proprio, scrive su FB:

ti accorgi solo dopo quanto le persone tengono a te..ed ora ho capito che ce ne una che diceva di tenere a me ma nn è vero..e io da stupida a farmi imbambolare! Vorrei almeno sapere perchè dicevi cose che nn pensavi!


Ha recentemente litigato con il fidanzato, sembra si molleranno. In realtà non lo sanno nemmeno loro.

Ma non è per questo che scrivo. Scrivo per rispondere alla sua domanda. Il vero post inizia poche righe più in basso....




Lui, quelle cose che ti diceva, le pensava, all'inizio...poi è stato preso dall'inerzia del rapporto e non si è accorto di non pensarle più.
Era convinto di pensarle ma non lo faceva veramente.

La rabbia che rimane dentro e che scarichiamo sull'altra persona, è in realtà la frustazione, la delusione di non aver capito subito che non pensavamo ciò che dicevamo, è il nostro disappunto verso noi stessi per non esserci accorti prima che ciò che dicevamo era una menzogna, un prodotto della nostra fantasia, il risultato della routine quotidiana che con i suoi freddi tentacoli entra nel nostro cuore e piano piano lo fa appassire, ottenebra la nostra mente fino a farci mentire a noi stessi, inconsapevoli di farlo.
Ci aggrappiamo ad un'idea della nostra vita giorno dopo giorno e ad un tratto ci accorgiamo che la prospettiva dalla quale valutavamo il tutto era falsa, distorta ed errata, e per di più da noi stessi.

Perchè alla fine, la vita è un'unico, grande trip mentale.

sabato 25 aprile 2009

Close your eyes, clear your heart...

...my sign is vital, my hands are cold.

È tardi,sono stanco, gli occhi si fanno pesanti ed i muscoli pulsano, comunicandomi che hanno ancora solo l'energia per trasportare questo inutile corpo verso un giaciglio.
La musica che sto ascoltando ed i pensieri che autonomamente si formano e sformano nella mia mente non aiutano.
Ma farò uno sforzo.

Con Chiara è tutto finito (ma è poi mai iniziato?), e anche se mi dispiace, non ci sto male.
Anzi da certi punti di vista è meglio così, dopotutto "meglio soli che male accompagnati".
Il problema è che a 21 anni ogni tanto si preferisce essere in pessima compagnia piuttosto che soli - anche perchè solo non lo sono mai, ho sempre le mie varie mene mentali ad accompagnarmi nella lunga e faticosa strada dell'autodistruzione psicologica. Sono un caso patologico, un magnete umano per la sfiga, almeno in campo amoroso.

E mi tornano alla mente idee che fino ad oggi avevo accantonato, respinto, ripudiato, ma che non riesco a cancellare. Sono sempre lì, nell'ombra, che strisciano e aspettano il momento giusto. Sono letali cecchini mentali, one shot one kill.

Tutto nasce dalla considerazione semplice, linda e cristallina, che non sono adeguato a questa società, questo stile di vita, questo modo di fare. Da buon ingegnerando (perchè ingegnere, ancora, non lo sono - sigh) mi rendo conto che cambiare il mondo non è una soluzione praticabile.
Ovviamente l'alternativa è cambiare me stesso.

Tralasciando tutti gli strascichi morali/emotivi che questo può comportare, il problema è fondamentalmente uno: se lasciassi uscire Mr. Hyde allo scoperto, poi riuscirei a tornare indietro? A differenza del personaggio di R. L. Stevenson, io so cosa mi aspetta dopo la trasformazione.

E questo lo rende tanto temuto quanto bramato, cercato, desiderato.

Diventare un bastardo menefreghista senzacuore che divide le ragazze in "figa" e "non figa", fare lo stronzo come fanno tutti, commentare a raffica su Netlog foto di 15enni mezze nude sperando che una di loro (ancora più affamata di c@##o di quanto il sottoscritto non lo sia del corrispondente femminile) risponda?
È questa la risposta, la soluzione? Da diamante nascosto sottoterra in uno spesso strato di carbone a goccia in una pozzanghera? Non è quello che voglio, ma quanto sono disposto a perdere per guadagnare (tra l'altro senza la certezza che questo avverrà) quello che davvero voglio?

Al momento l'unico compromesso accettabile è giocare su più fronti. Forse a volte disperdere le forze è la soluzione giusta, concentrarsi troppo su un singolo obbiettivo è troppo rischioso.

2-0 per la sfiga, palla al centro. Vediamo di segnare, maledizione....

...let me know, is your heart still beating?

{ Without words }

lunedì 13 aprile 2009

Arriva il caldo

Volevo fare un lungo post, una profonda esposizione della mia attuale situazione fisico-psicologica...avevo anche raccolto un paio di ottimi spunti negli ultimi giorni.
Ma mi sono reso conto che è molto più indicativo, semplice e conciso se condenso tutto quello che provo in questo momento in una frase:

Non ho intenzione di passare un'altra estate da solo.


Ecco fatto. Solo una frase, ma vi assicuro che a saperla leggere dice moltissimo, quasi quanto un libro. Uno lungo, non uno di quelli con le figure....

venerdì 10 aprile 2009

Bah...

Ma chi lo legge più questo blog? Ma a chi interessa ancora qualcosa?
Io sono entrato solo per dire che con Chiara ci siamo presi una "pausa"...so benissimo come andrà a finire, la speranza è l'ultima a morire, ma conoscendo la mia proverbiale fortuna e la mia vita passata, questo è un film già visto, solo con attori e sceneggiatura leggermente diversi.

Ma alla fine la storia è sempre la stessa. Credo non ci sentiremo più.
Interessante notare come anche sommando la durata delle mie ultime due relazioni, il risultato sia nettamente inferiore alla durata del periodo di singolismo che le ha intervallate.

Ma chi me lo fa fare? Sbattermi di quà e di là, fare, pensare, brigare...ragazze carine un avviso per voi: se passate di qua e vi va di darmela, bene. Se no state al largo e non fatemi neanche perdere tempo, che ne ho pieni i coglioni di ragazzine ventenni incapaci di gestire la loro vita amorosa presente a causa di una mal gestita (per non dire "non gestita") vita amorosa passata.

E poi che ci volete fare, sono sfigato dentro....e fuori.

sabato 21 febbraio 2009

Capita che...

...tutto abbia una fine e poco dopo, quando non te lo aspetti, tutto abbia un nuovo inizio.
Un inizio uguale eppure diverso a quello che c'era stato prima.

Diversa la macchina, diversa la strada, diversa la ragazza, uguale la musica (ora di cambiare cd?).
Spero stavolta sia tutto perfettamente uguale ma profondamente diverso dall'ultima volta.

@ D. e S. -> mi dovete 20€ anche stavolta o cosa? :-) Spero di poter saldare il mio debito con voi al più presto.

mercoledì 29 ottobre 2008

Come disse mio padre...

...il mio mondo è finito.

sabato 25 ottobre 2008

Ottobre tempo di vendemmia

E siamo arrivati ad ottobre, tempo di bestemmia vendemmia direbbe mio nonno, tempo di fare due conti con sè stessi dico io.
La vista attraverso la finestra del giardino tinto di toni gialli e arancioni del vicino (che ha tagliato 3 alberi negli ultimi 2 finesettimana...ma perchè?!?) e Ligabue saturano l'atmosfera di una blanda malinconia che impone alla mano di portare il mouse sul bottone "Nuovo post" per incominciare a riempire l'iperspazio internettiano di struggente disagio esistenziale {non prima di aver gettato un occhio con lascivo interesse alla figlia del vicino di cui sopra, che esce in canottiera per scegliere la prossima povera pianta che subirà il distacco prematuro e violento da Madre Terra -almeno penso, visto che il padre [ma è davvero il padre? Come può uno spietato sega-alberi con cappello da pescatore calato in testa e faccia burbera aver donato metà del proprio corredo genetico ad una creatura a prima vista così gnocca carina? (E no, la mamma non c'entra...l'unica differenza tra lei ed il marito (?) è che lui taglia gli alberi, lei no)]} dovuto anche a due esami tra 4 giorni.

#Sì, le parentesi che vedete sopra sono un'abitudine se non oramai una deformazione professionale.#

L'università va come sempre (maluccio), se non altro ho scoperto che mi piace meccanica dei fluidi (il che, vorrei farlo notare, non è una condizione sufficiente perchè io capisca meccanica dei fluidi)...non ho tempo per studiare e quando ne ho, sono troppo stanco per farlo.
A ballo sono migliorato molto ma tra un mese e mezzo dovrei ballare sul palco del Sociale, e il pensiero per quanto bello non è rincuorante.
La moto ha problemi con l'iniezione elettronica, sono ingrassato 1 chilo e ascolto sempre le stesse canzoni. Sì insomma, nienbe di che lamentarmi.
Ovviamente le donne non fanno parte di questo mio universo triste e incasinato (forse per loro fortuna).

Beh ero partito con l'intento di fare un bel post ma pare che la coerenza incominci già a mancare...così come gli alberi del vicino (che sta finendo l'opera distruttiva di domenica scorsa grazie all'aiuto di una motosega, distaccando i rami dal tronco della sua ultima vittima).

A parte che gli anni passano
per non ripassare più,
e il cielo promette di tutto
ma resta nascosto li dietro il suo blu,
e anche le donne passano,
qualcuna anche per di qua,
qualcuna ci ha messo un minuto,
qualcuna è partita ma non se ne va...

Mi permetto di specificare che di donne, qui, non ne passano. L'ultima che lo ha fatto è ripartita prima dell'estate e non se ne è più andata via...

Si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così

...sale versato sulla ferita di un moribondo.

Molti amici li ho persi di vista, non si fanno più sentire. Non li sento più. Ognuno ha i cazzi suoi da fare e chi non ne ha si fa quelli degli altri.
Perso in questa finzione di vita universitaria nonostante dorma ancora nella stanza che mi ha visto giocare per ore con il Lego, non ho tempo per dedicarmi ai rapporti sociali.
Una lezione in università, un caffè al bar con qualcuno che non vedevo da molto, poi di corsa in palestra a ballare o a tentare di insegnare del judo decente a ragazzi troppo immaturi (loro malgrado) per poter capire il profondo significato della frase "Piega di più le gambe e non tenere il culo indietro"...e prima che possa sedermi per la cena la luna è già alta sopra le case, tanto alta quanto il mio spirito è in basso, sfibrato, sfinito, sciancato e zoppo.

Il colore rosso rubino del rampicante di fronte alla finestra mi ricorda brutale e impersonale, senza tatto alcuno, che l'estate è passata.
Un'altra estate piena di buoni propositi, di progetti, di idee.
L'ennesima estate sprecata.

Il freddo quasi metallico del cielo autunnale azzurro chiaro mi suggerisce la soluzione, sempre la stessa: "galleggia, lasciandoti trasportare inerte dalla corrente fino oltre Capodanno...verranno tempi migliori".
Speriamo solo la corrente porti un tronco a cui aggrapparmi.